martedì 7 luglio 2026

NASCE IL SITO WEB DELL'ANTICA FERROVIA DELL'APPENNINO CRNTRALE

Nasce oggi 7 luglio 2026 il nuovo sito/blog web della Ferrovia dell'Appennino Centrale tra Arezzo e Fossato di Vico. Una linea non più esistente ma che ha affascinato tante generazioni.
Stazione Torrino 501 mt. s.l.m. nel 2019

Quelli che l'hanno vissuta, dai suoi treni a vapore fino alle prime ellettromotrici e quelli che tutt'oggi cercano di tenerla viva nei ricordi cercando di restaurare ciò che ne rimane oppure passeggiando a piedi o in bicicletta sul suo tracciato tra stazioni, caselli, gallerie e ponti ancora in piedi. 
Treno a vapore FAC in curva

Questo sito web vuole ripercorrere tra passato e presente ciò che è stato e ciò che è la FAC in tutto il suo percorso a scartamento ridotto tra le coste del Monte Lignano, della Loreta e della Giostra fino alle valli del Cerfone, del Tevere e dell'Assino fino ai confini con le Marche. Una memoria storica piena di aneddoti, fotografie, video, vita popolare e agricola che ha accopagnato la popolazione umbra e tiberina dalla fine del XIX secolo a metà del XX, ovvero fino quando i nazisti tedeschi in ritirata nel 1944 bombardarono a tappeto la ferrovia fino a renderla completamente inservibile. Eppure a livello strategico militare non aveva una grande importanza ma il disprezzo per gli italiani portò i tedeschi a uccidere distruggere tutto ciò che si trovava sul loro percorso. Fecero saltare anche la stazione di Città di Castello che non aveva alcuna importanza se non quella di trovarsi a metà del percorso ferroviario.
Stazione di Città di Castello distrutta dai tedeschi nel 1944

Da allora tante volte si è parlato di ripristinare la vecchia linea con l'intento di collegare Firenze e Arezzo con Ancona e l'Adriatico passando dal vecchio tracciato FAC, ma solo il tragitto da Sansepolcro a Umbertide è stato ripristinato, elettrificato ed ampliato a scartamento normale. Quest'ultima tratta ricostruita, è stata fatta proseguire fino a Perugia a sud, mozzata a nord e ad est escludendo dal ripristino oltre che la val Cerfone e l'aretino, anche la Val d'Assino, Gubbio, Branca e i relativi allacciamenti con la Firenze-Roma e la Orte-Ancona.
Un'opera incompleta e quasi inutile la FCU, questo è l'acronimo dell'attuale Ferrovia Centrale Umbra. Una ferrovia mozza che serve solo i paesi dell'alta Umbria sul Tevere che come destinazione finale ha Sansepolcro. E come tutti i rami secchi poi finiscono per essere potati. Infatti da qualche anno la FCU ha smesso il suo servizio, poi per ragioni politiche lo ha ripreso prima fino ad Umbertide e attualmente fino a Città di Castello e comunque spesso in secondo piano rispetto alle autolinee su gomma.
La tratta Sansepolcro-Città di Castello attualmente è in totale abbandono dato che non arrivano più treni fino al capolinea tiberino toscano.
E anche questo altro pezzetto di FCU ex-FAC non c'è più, almeno per il momento.
I binari, il sedime e i ponti sono ancora tutti lì, ad aspettare il passaggio di qualche convoglio, ma stazioni e caselli già sono in piena decadenza e degrado.
Stazione di Sansepolcro nel 2022

Chissà quale destino per il piccolo trenino, che per il momento rimane solo un mito nella memoria di coloro, oggi molto anziani, possono ancora raccontarlo, e a noi che ne abbiamo sentito parlare, provarlo a far rivivere con le storie, i reperti e le immagini che sono conservate nel percorso e nel tempo.

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